I Rischi legati a una caldaia difettosa. tanti e non sempre prevedibili, soprattutto per i noti effetti delle fuoriuscite anomale di monossido di carbonio. Ciò avviene quando una caldaia non brucia il combustibile in modo efficiente, in seguito a una concomitanza di cause che spaziano da problemi alla canna fumaria alla combustione incompleta. In questi casi possono insorgere sintomi quali vertigini, mal di testa, nausea, perdita di coscienza. Altre volte, purtroppo, le conseguenze sono fatali. Tuttavia, una caldaia difettosa può causare problemi di salute che non dipendono affatto dal monossido di carbonio. Un mancato funzionamento per qualsiasi ragione si traduce in problemi al riscaldamento e all’uscita di acqua calda, con evidenti ripercussioni sul benessere fisico e piscologico degli inquilini. Rare, ma non impossibili, le esplosioni degli impianti, legate a disattenzioni seriali e negligenza grave. Quindi attenzione a manutenzione impropria, mancanza di ventilazione, parti difettose, surriscaldamento e problemi di accensione.
Rischi e come evitarli: le regole d’oro
Per evitare rischi, la regola numero uno prevede revisione puntuale e manutenzione annuale. Un tecnico competente aiuta a prevenire l’imprevedibile e a individuare segni di usura evidenti. Dunque, l’utente è direttamente responsabile. Ogni mancanza rischia di pesare sulla sua incolumità e anche su quella degli altri. È buona premura prestare attenzione ai consigli, leggere attentamente le indicazioni, riconoscere le spie e gli indicatori sull’impianto di casa. È fondamentale riconoscere i rumori che la caldaia emette durante il normale funzionamento, poiché ogni rumore insolito può essere il preludio a conseguenze ben più spiacevoli. Come la fuoriuscita anomala di monossido di carbonio. I rischi legati al monossido di carbonio insorgono quando il combustibile e l’ossigeno non si mescolano come dovrebbero, e dunque, la percentuale di Co2 aumenta. Spesso basta l’ostruzione dello sfiato a impedire la normale fuoriuscita del gas, che non trovando sfogo esterno compie un viaggio a ritroso e rientra nell’abitazione.

Attenzione ai segnali della caldaia
Tra i rischi legati a una caldaia difettosa, non possiamo non citare il surriscaldamento. In questi casi il dispositivo tende a spegnersi all’improvviso e la temperatura dell’acqua raggiunge picchi inusuali. Spesso il surriscaldamento si palesa con odore di bruciato intenso o con la presenza di fumo. In tal caso, il consiglio è di non perdere tempo, dato che
- Spegnendo immediatamente la caldaia si interrompe l’approvvigionamento di gas
- Rivolgendosi a un tecnico specializzato si può arrivare più velocemente a una valutazione corretta.
- Contattando personale competente si evitano rischi ulteriori legati a soluzioni fai da te, altamente sconsigliate viste le conseguenze
La consulenza dei tecnici non è raccomandata, quindi, solo in casi estremi. Infatti, loro compito è quello di intervenire tempestivamente anche quando insorgono problemi interni, di cui è possibile accorgersi. Infatti, anche in queste situazioni, la caldaia lancia dei segnali ed emette suoni simili a gorgoglii o fischi.
Perdite, ostruzioni, problemi alle guarnizioni
Proprio come il gas, l’acqua entra e circola attraverso le tubature e qualsiasi tubatura può presentare perdite. Il punto più comune è quello delle giunzioni o delle curve strette, ma anche le tubature danneggiate o corrose possono perdere ovunque. Una perdita di acqua fredda comporta rischi propri, come il contatto elettrico, i danni alla proprietà o la formazione di muffa, e deve essere affrontata immediatamente. L’acqua calda presenta tutti questi rischi; oltre all’ovvio rischio di scottature, qualsiasi perdita d’acqua dalla caldaia o dall’impianto di riscaldamento centrale richiede un pronto intervento. Anche in situazioni simili, si raccomanda di prestare attenzione a gocce d’acqua o macchie di umidità sul pavimento. Sono sintomo di guarnizioni difettose o rottura di valvole. Inoltre, possono indicare problemi più gravi all’interno del sistema. Come eccesso di aria nel sistema, problemi alla pompa o alla valvola, perdita di pressione, ostruzioni dovute a liquami o detriti accumulati.
I rischi di un impianto datato: tanti problemi, poco calore
Negli impianti più datati, anche la fiamma pilota era un buon indicatore riguardo al corretto o mancato funzionamento della caldaia. Generalmente, una fiamma tendente al giallo segnalava l’insorgenza di guasti, poiché la colorazione giusta tende – o meglio, tendeva – al blu e all’azzurro. Oggi i sistemi prevedono l’utilizzo del pilot intermittente e dell’accensione della superficie calda. Il primo consiste nello sfruttamento di un’alta scintilla elettrica che accende il pilot, che a sua volta attiva il bruciatore della caldaia principale, sempre se è il termostato a richiederlo. In alternativa al sistema pilot, si ricorre all’accensione della superficie calda, che sfrutta una resistenza controllata elettronicamente per accendere il bruciatore a gas. Una caldaia può andar bene anche 15 anni, ma in alcuni casi dopo 10 anni potrebbe richiedere una sostituzione. Più è vecchia la caldaia, maggiore è il rischio che si verifichino problemi tali da renderla fonte di rischi, più che di calore.
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