La corretta gestione dei climatizzatori nelle nostre abitazioni è cruciale per migliorare la qualità di vita e dell’aria. Le correlazioni tra rischi per la salute e impianti di climatizzazione sono dibattute e al centro di molte discussioni. Specie a inizio estate, quando è fondamentale la pulizia dei filtri, primo passo per la sanificazione del condizionatore. Dove si possono annidare agenti patogeni e allergeni, causa di patologie polmonari o legionellosi. Ovviamente, la sanificazione è solo il primo step per godere dei massimi benefici di un sistema di raffrescamento efficiente. Un sistema efficiente implica che la nostra casa sia libera da inquinamento indoor e rischi per la salute. Ad ogni modo, anche in presenza dei dispositivi di ultima generazione, resta il consiglio di arieggiare gli ambienti.

Una corretta gestione degli impianti: la manutenzione

Spesso le persone considerano la manutenzione fai da te un requisito sufficiente per una corretta gestione dei climatizzatori. Non è una considerazione sbagliata, specie se questa manutenzione è adeguata e regolare. Ma per definirla tale – e perché si possa definirla tale – è necessario provvedere alla

  • Rimozione periodica di incrostazioni o residui di calcare
  • Sanificazione con prodotti antibatterici delle vasche di condensa
  • Eliminazione di microorganismi nocivi e polvere dai microrganismi dannosi per la salute
  • Immersione in acqua tiepida e sapone neutro, e all’utilizzo di panni in microfibra per pulire ventole, split e unità esterne.

Se le unità sono presenti in abitazioni chiuse da tempo, allora la raccomandazione è quasi un obbligo: bisogna contattare personale esperto. Altrimenti, i rischi per la salute sarebbero troppi. Meglio agire in ottica preventiva e tutelare la salute di tutti gli inquilini. Senza dimenticare ospiti, amici, conoscenti.

Impianti e climatizzatori nei luoghi sensibili

La percezione in merito a eventuali rischi per la salute è legata anche alle riserve che molti nutrono ancora nei confronti degli impianti di raffrescamento. Fermo restando che l’areazione resta un requisito imprescindibile per garantire la vivibilità delle nostre case, è altrettanto innegabile che l’aria condizionata consenta maggiore vivibilità nelle giornate più calde. Basti pensare al lavoro, che in alcuni luoghi durante i giorni più roventi, diventerebbe insostenibile. Proprio gli spazi condivisi come uffici ed esercizi commerciali rappresentano punti particolarmente sensibili. La necessità di dover trascorrere più ore al giorno nella stessa stanza può essere un fattore di divisione con i colleghi quando si tratta di accensione del climatizzatore. Anche per chiarire eventuali dubbi o riserve, il Ministero della Salute ha diramato una direttiva utile alla gestione degli impianti di raffrescamento. Un pacchetto di regole e principi noto come operazione termostato.

corretta gestione dei climatizzatori

Contro il caro bollette: l’operazione termostato

L’operazione termostato nasce nel 2022 nei mesi immediatamente successivi all’invasione russa in Ucraina. Timori di rincari e costo delle bollette a parte, questo piano di austerity nasceva anche per limitare rischi legati a problemi di salute e danni ambientali. Perché tutto ciò che danneggia l’ecosistema inevitabilmente si riflette sul benessere della popolazione. Tra le regole previste per contrastare il caro energia, specie in spazi condivisi come esercizi commerciali e uffici, nel decreto erano previste misure come

  • Temperatura non inferiore ai 27 gradi in estate e superiore ai 19 in inverno
  • Tolleranza di due gradi centigradi rispetto ai parametri prefissati e quindi assenza di sanzioni in caso di temperature interne di venticinque gradi o ventuno.

Pur rappresentando una parentesi legislativa, l’operazione termostato ha introdotto nel dibattito pubblico italiano nuovi spunti per una attenta riflessione su costi e benefici di una corretta gestione dei climatizzatori.

Condizionatori in ufficio: piccole, grandi regole

In tutti gli spazi condivisi con i colleghi di lavoro, il posizionamento dell’impianto di aria condizionata resta un fattore cruciale per creare benessere ed evitare fastidi alla salute dei dipendenti. Così come ogni discussione dovuta a pareri discordanti sul suo utilizzo.  Il primo passo è quello di evitare una diretta esposizione al flusso d’aria; dunque, la postazione va calcolata anche in funzione della presenza o meno di impianti e split. L’installazione di split dovrà essere all’altezza giusta; tuttavia, l’altezza non è l’unico fattore discriminante per un adeguato posizionamento. Buona regola è quella di non piazzare i sistemi di raffrescamento in luoghi prossimi a scaffali, mobili, suppellettili. Perché oltre a rappresentare una barriera evidente, sono soggetti alla formazione di polvere e, se non opportunamente igienizzati, di sporcizia. Un appunto da tenere a mente per evitare la diffusione di acari e batteri.

Aria condizionata in palestra. Sì, no, forse.

Un’altra domanda ricorrente riguardo al rapporto degli utenti con l’aria condizionata riguarda l’allenamento fitness in ambienti raffrescati. Malgrado le diffidenze di qualcuno, anche in quel caso gli impianti di raffrescamento rappresentano una buona soluzione. Praticare attività fisica in un ambiente meno caldo e umido aiuta, pur nel rispetto di criteri e norme che valgono altrove. In altre parole, anche qui la corretta gestione dei climatizzatori prevede l’impostazione della giusta temperatura. Per mettere d’accordo tutti, resta l’opzione accettata quasi universalmente da ciascuno: impostare il clima in modalità deumidificatore per abbattere i tassi di umidità. Prima causa di disagio ed eccessiva sudorazione. Il deumidificatore è un’opzione valida soprattutto nelle giornate non eccessivamente calde e nelle ore notturne. Perché il disturbo che il caldo può arrecare al sonno notturno, se prolungato nel tempo, è fonte di sicuro disagio. In quei casi deumidificazione e raffrescamento prevengono rischi per la salute nel breve e lungo termine.